(riproduzione riservata)
IRAN: COLDIRETTI PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA
CONTRO SPECULAZIONI SU GASOLIO AGRICOLO
“coldiretti presenta un esposto alla procura della repubblica di roma e alla guardia di finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilita’ e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “l’iniziativa, firmata dal presidente ettore PRANDINI (qui video dichiarazione https://youtu.be/W4olGj_DKYo) e dal segretario generale vincenzo GESMUNDO (qui video dichiarazione https://youtu.be/cCgz7-uBBhI), nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in sicilia e puglia. con un trend che nei prossimi giorni vedra’ ulteriori aumenti. secondo coldiretti si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in italia ha registrato un aumento molto piu’ contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro. una dinamica che, secondo l’organizzazione agricola, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali ne’ nell’andamento del mercato dei carburanti, e che per l’ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore – quello dei carburanti – caratterizzato da una forte capacita’ di influenza reciproca tra operatori. il gasolio agricolo, ricorda coldiretti, rappresenta infatti un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l’attivita’ delle imprese agricole. l’esposto arriva dopo la lettera inviata venerdi’ al governo, con cui e’ stato chiesto un incontro urgente per affrontare l’impennata dei costi del gasolio e dell’energia alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare”.
IRAN: LAURETI (PD), AGRICOLTURA
GIA’ NELLA MORSA DEI RINCARI
“l’agricoltura italiana si trova gia’ nella morsa dell’aumento dei costi energetici e delle speculazioni sui carburanti, con conseguente danno anche per le famiglie sul piano del costo del carrello della spesa. il rialzo del prezzo del gasolio, della benzina e dell’energia in generale rischia cosi’ di scaricarsi direttamente sui costi di produzione del settore primario e, di conseguenza, sui prezzi alimentari. e’ necessario un monitoraggio attento e costante per tutelare sia gli agricoltori sia i consumatori”. lo afferma in un comunicato camilla LAURETI (s&d), eurodeputata del pd e responsabile dem per le politiche agricole, che prosegue: “per questo chiediamo un intervento immediato del governo gia’ a partire dalle accise dell’energia, per compensare i rialzi e sostenere un settore che da anni affronta costi di produzione sempre piu’ elevati e che adesso e’ duramente colpito dalla guerra voluta da TRUMP in iran. il governo risponda alla proposta avanzata da elly SCHLEIN di abbassare le accise, utilizzando le maggiori entrate iva che lo stato sta incassando grazie agli extraprofitti delle compagnie che vendono carburante. e’ una misura di buon senso”. secondo LAURETI, “le associazioni degli agricoltori in particolare segnalano problemi gravi per l’export di prodotti freschi, in particolare verso il medio oriente. la condizione dello stretto di hormuz si traduce nel blocco di navi cariche di frutta, soprattutto mele, e provocando disdette di ordini. un danno rilevante per un comparto in cui l’italia e’ tra i principali produttori ed esportatori mondiali. serve quindi una risposta coordinata a livello nazionale ed europeo: misure per contenere i costi energetici, strumenti di sostegno alle imprese agricole e un’attenta azione diplomatica e commerciale per evitare che tensioni geopolitiche ricadano ancora una volta sulle filiere agroalimentari”.
IRAN: ASSOSEMENTI, PREZZO GASOLIO AGRICOLO +45%
SERVONO MISURE URGENTI PER VIVAI ORTICOLI
“il repentino aumento del prezzo del gasolio agricolo, salito negli ultimi giorni fino al +45% a causa della guerra in medio oriente, sta mettendo in forte difficolta’ le aziende vivaistiche orticole italiane. a lanciare l’allarme e’ assosementi, che segnala un rapido incremento dei costi di produzione proprio nel momento cruciale della stagione produttiva e chiede l’attivazione di interventi straordinari a sostegno di un comparto fondamentale della filiera orticola nazionale”. lo rende noto un comunicato stampa dell’associazione. “per il settore vivaistico italiano, che produce in serra giovani piante da orto, il gasolio rappresenta la principale fonte energetica per il riscaldamento degli impianti – ha dichiarato pietro CAGGIANO, presidente della sezione vivai di assosementi -. il rincaro improvviso del carburante si traduce quindi in un immediato aumento dei costi di produzione, stimato tra l’8% e il 10%, proprio in una fase della stagione in cui il fabbisogno energetico e’ particolarmente elevato”. “la crisi energetica – prosegue il comunicato – arriva infatti in un momento delicato del calendario produttivo. la fine dell’inverno coincide con la fase in cui si concentrano le semine delle piantine destinate alle consegne primaverili, periodo in cui il riscaldamento delle serre e’ fondamentale per garantire il corretto sviluppo delle piante nelle fasi successive alla germinazione, soprattutto durante le ore notturne quando le temperature restano ancora basse. particolarmente coinvolto e’ il comparto del pomodoro da industria, dove in queste settimane si registra il picco delle attivita’ nei vivai orticoli impegnati nella preparazione delle piantine per le consegne previste nel mese di aprile”. “i nostri vivai stanno lavorando per garantire le forniture necessarie all’avvio della filiera del pomodoro da industria nazionale, che vale circa 5 miliardi di euro – ha aggiunto CAGGIANO -. le aziende vivaistiche hanno il compito di trasformare il seme in pianta pronta per i trapianti programmati dalle organizzazioni dei produttori, svolgendo quindi un ruolo fondamentale per l’intera filiera”. “le produzioni del nord italia – continua il comunicato -contribuiscono per oltre il 50% alla produzione nazionale e proprio in queste aree si concentra una parte significativa dei vivai orticoli. le aziende stanno pero’ affrontando una situazione particolarmente complessa anche perche’ i prezzi delle piantine sono stati definiti in fase di pre-campagna, quando l’attuale scenario energetico era ancora imprevedibile. a pesare ulteriormente sui bilanci delle imprese potrebbe essere anche il previsto aumento dei costi di trasporto, legato ai rincari del carburante per la logistica su gomma”. “in questa fase restano attive le procedure ordinarie, ma e’ necessario valutare interventi straordinari di sostegno ai produttori vivaisti, che rappresentano un passaggio indispensabile per garantire la continuita’ e la competitivita’ della filiera orticola nazionale”, ha concluso CAGGIANO.
IRAN: VACCARI (PD), GOVERNO INTERVENGA SU CARO
PETROLIO CHE TORNA A COLPIRE LA PESCA
“dal medio oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, gia’ provato da anni di difficolta’ strutturali. un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”. lo afferma stefano VACCARI, deputato dem della commissione agricoltura e segretario di presidenza della camera, che cosi’ prosegue: “in emilia-romagna la situazione e’ particolarmente preoccupante. le marinerie dell’adriatico, da goro a cattolica, passando per porto garibaldi, ravenna, cesenatico e rimini, sono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunita’ costiere. migliaia di lavoratori e famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo comparto, che rappresenta anche una componente essenziale della filiera agroalimentare italiana. il nuovo aumento del costo del carburante rischia di aggravare una crisi gia’ pesante, segnata negli ultimi anni dal caro energia, dalle difficolta’ del mercato e dai ritardi nei ristori legati al fermo pesca. molte imprese oggi si trovano nella condizione paradossale di dover scegliere se uscire in mare lavorando in perdita o fermare l’attivita’. maggiori rischi per i modelli peschereccio/azienda/famiglia. per queste ragioni chiediamo al governo, di intervenire con urgenza. e’ necessario ripristinare strumenti di sostegno immediati, a partire dal credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca, gia’ adottato in passato in situazioni analoghe, e accelerare il pagamento dei ristori ancora pendenti. altra possibile strada potrebbe essere quella di valutare anche l’utilizzo delle risorse del fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (feampa), che consentono interventi mirati senza gravare ulteriormente sui plafond de minimis delle imprese. la pesca non puo’ essere lasciata sola. parliamo di un settore strategico per l’economia del paese, per la sicurezza alimentare e per la tutela delle nostre comunita’ costiere. servono risposte rapide e concrete prima che questa nuova impennata dei costi metta definitivamente in ginocchio molte imprese”.
IRAN: FINI (CIA), AGRICOLTURA NELLA MORSA DEI RINCARI DEL GASOLIO
E DI SPECULAZIONI SERVE INTERVENTO GOVERNO NAZIONALE E UE
“un cortocircuito inaccettabile che stringe l’agricoltura italiana in una triplice morsa: costi di produzione in esplosione a causa degli eventi bellici e delle speculazioni energetiche, mercati globali sulle montagne russe e pratiche commerciali sleali che deprimono il valore riconosciuto nei campi”. lancia l’allarme con un comunicato stampa la cia-agricoltori italiani, in una giornata che ha visto anche riunita a roma la task force governativa di mister prezzi. “i rincari ingiustificati dei carburanti denunciati in queste ore, con il gasolio ai massimi da due anni a fronte di anomalie sulle quotazioni internazionali, colpiscono al cuore le nostre aziende. all’avvio delle lavorazioni primaverili, le imprese del comparto stanno facendo i conti con rincari inaccettabili del 30-35% sul gasolio agricolo – dichiara il presidente nazionale di cia, cristiano FINI -. apprezziamo il faro acceso dal mimit e da mister prezzi, ma chiediamo che l’allerta anti-speculazione tuteli anche le forniture all’ingrosso per il settore primario. non possiamo assorbire questo ennesimo shock energetico mentre il resto della filiera ci taglia i margini di guadagno”. “a confermare l’allarme sui rincari di energia e fertilizzanti – prosegue il comunicato – e’ arrivata questa mattina anche la fao, in concomitanza con la diffusione del nuovo indice sui prezzi alimentari. il dato di febbraio certifica l’interruzione di 5 mesi di cali, con un rimbalzo globale dello 0,9% trainato da fiammate speculative su cereali e carne, ma le quotazioni restano comunque ampiamente al di sotto dei livelli di due anni fa (e i prossimi dati non lasciano presagire nessun miglioramento)”. “non possiamo vivere in balia della finanza internazionale senza vere reti di sicurezza europee a tutela del reddito – continua FINI -. i dati diffusi oggi dall’onu evidenziano un paradosso drammatico e confermano le nostre denunce: la fao stessa stima un calo del 3% della produzione mondiale di grano nel 2026 proprio perche’, in particolare nell’unione europea, i prezzi all’origine sono cosi’ bassi da scoraggiare le semine. e’ la prova inconfutabile che il sistema e’ malato e che gli agricoltori sono costretti a lavorare in perdita”. cia torna a ribadire che “e’ urgente intervenire sia in ambito nazionale, con il dl bollette che e’ un’opportunita’ da cogliere, sia a livello ue, con politiche e strumenti per salvaguardare e sostenere i settori piu’ esposti”.
IRAN: PARRINO (LEGACOOP AGROALIMENTARE), NECESSARIO MONITORAGGIO
ATTENTO PER EVITARE NUOVE PRESSIONI SUI PREZZI ALIMENTARI
“le tensioni geopolitiche internazionali e i possibili effetti sui mercati energetici e sulla logistica globale impongono un monitoraggio attento per evitare nuove pressioni sui prezzi alimentari. e’ quanto emerso nel corso della riunione della commissione allerta prezzi al ministero delle imprese e del made in italy, alla quale ha partecipato il vicepresidente vicario di legacoop agroalimentare e presidente di legacoop sicilia, filippo PARRINO”. lo rende noto un comunicato di legacoop agroalimentare che cosi’ prosegue: “dai dati presentati nel corso dell’incontro emerge che l’inflazione generale si attesta all’1,6%, mentre il cosiddetto ‘carrello della spesa’ registra un aumento del 2,2% su base annua, confermando una dinamica che vede i beni di prima necessita’ crescere piu’ rapidamente rispetto all’indice generale dei prezzi. nel confronto tra i comparti alimentari si segnalano tensioni in particolare nelle filiere delle carni, con la carne bovina che registra incrementi significativi e nel comparto delle uova. nei mercati ortofrutticoli, invece, incidono gli effetti delle condizioni climatiche avverse su alcuni prodotti stagionali. permangono inoltre criticita’ legate ai costi energetici e ai fertilizzanti, con aumenti gia’ rilevati nelle quotazioni dell’urea, elemento chiave per la produzione agricola”. “la crisi internazionale – ha dichiarato PARIRNO – potrebbe produrre effetti rilevanti sulle filiere agroalimentari attraverso tre principali canali: energia, fertilizzanti e logistica internazionale. il blocco o il rallentamento delle rotte commerciali nello stretto di hormuz e nel canale di suez rischia di incidere sui costi di trasporto e sull’export agroalimentare, con possibili ripercussioni sui mercati”. “nel corso della riunione – continua il comunicato – e’ stato inoltre segnalato il rischio di fenomeni speculativi legati alle aspettative sui mercati energetici con ripercussioni per i settori agroalimentare e della pesca. per questo motivo e’ stata ribadita l’importanza di un monitoraggio costante dei prezzi lungo tutta la filiera”. “in questa fase – ha aggiunto PARRINO – la priorita’ e’ vigilare e monitorare con attenzione l’evoluzione dei costi, evitando che tensioni internazionali si traducano in aumenti ingiustificati per imprese e consumatori. legacoop ha gia’ attivato un sistema di allerta tra le cooperative associate per segnalare tempestivamente eventuali incrementi dei costi di produzione”. “la commissione – riprende il comunicato – ha confermato che le riunioni proseguiranno con cadenza settimanale, con l’obiettivo di seguire l’evoluzione dello scenario e valutare eventuali misure di intervento”. “il lavoro di monitoraggio – conclude PARRINO – e’ fondamentale per garantire trasparenza nei mercati e tutelare sia le imprese della filiera agroalimentare sia il potere d’acquisto dei cittadini”.
IRAN: DREI, (FEDAGRIPESCA), NECESSARIO INTERVENTO
GOVERNO SU ACCISE ENERGIA PER COMPENSARE I RIALZI
“un intervento del governo sulle accise dell’energia per compensare i rialzi di quest’ultima settimana, poiche’ e’ assolutamente impossibile per le aziende agroalimentari riuscire a scaricare completamente o anche solo in parte su distributori e consumatori finali l’aumento dei costi di produzione. e’ questa la richiesta avanzata dal presidente di fedagripesca confcooperative raffaele DREI che ha partecipato alla riunione della commissione di allerta rapida convocata oggi dal ministero delle imprese”. lo rende noto un comunicato stampa di confcooperative. “c’e’ grande preoccupazione tra le nostre strutture cooperative di trasformazione – ha spiegato DREI – per il costo del gas gia’ raddoppiato e per l’incremento del costo dell’energia elettrica. le quotazioni risultano in crescita e le previsioni per le forniture delle prossime settimane indicano un ulteriore possibile surriscaldamento dei prezzi. non potendo intervenire sul costo della materia prima, il governo potrebbe a nostro avviso attivarsi da subito con una misura di salvaguardia temporanea, magari per un mese o alcune settimane, per ridurre o bloccare le accise cosi’ da far compensare anche solo parzialmente ingenti aumenti del costo energetico per le aziende”. “si spera che il conflitto duri davvero poco e non vada oltre le due settimane”, ha argomentato il presidente, che ha posto l’attenzione nel corso del suo intervento anche “sulle difficolta’ relativa alla logistica, con il blocco di diversi container gia’ imbarcati o in transito che trasportano produzioni di ortofrutta fresca, mele e kiwi, nonche’ sui possibili aumenti dei prezzi delle commodities cerealicole, legati al rialzo dei noli e dei premi assicurativi sulle importazioni che sono schizzati in pochi giorni fino a un costo di 2 milioni per una nave”. “a preoccupare infine la federazione agricola di confcooperative – continua il comunicato – c’e’ l’aumento del costo del credito alle aziende che operano nei paesi dell’area coinvolta dal conflitto, a cui si aggiungono le incognite sulla solvibilita’ dei clienti presenti nei mercati interessati dal conflitto”. “l’auspicio per le nostre produzioni made in italy di conquistare nuovi sbocchi di mercato nei paesi emergenti – ha concluso DREI – rischia ora di tramontare poiche’ l’area del medio oriente e’ ormai preclusa e piu’ in generale le condizioni di instabilita’ pesano come un macigno sull’operativita’ delle nostre aziende”.
IRAN: COLDIRETTI SCRIVE AL GOVERNO, E’ URGENTE UN
INCONTRO SU AUMENTO GASOLIO E COSTI ENERGETICI
“coldiretti ha inviato una lettera al governo per chiedere un incontro urgente alla luce della forte preoccupazione per l’improvvisa impennata del prezzo del gasolio e dei costi energetici determinata dalla drammatica situazione geopolitica internazionale. una dinamica che sta colpendo direttamente il mondo agricolo e rischia di mettere in seria difficolta’ le imprese del settore primario. allo stesso tempo vanno fermate le speculazioni a danno di imprese e famiglie”. lo rende noto un comunicato della coldiretti che cosi’ prosegue: “nella lettera, firmata dal presidente ettore PRANDINI, coldiretti sottolinea come l’aumento dei costi dell’energia e del gasolio agricolo stia gia’ incidendo pesantemente sui costi di produzione delle aziende, aggravando una situazione resa ancora piu’ complessa dalle tensioni internazionali e dall’incertezza sui mercati delle materie prime. coldiretti ricorda come le navi che attraversano lo stretto di hormuz trasportano circa un quinto delle riserve mondiali di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno, rendendo questo passaggio uno dei principali punti critici per la sicurezza energetica globale. dallo stretto passano anche le importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai paesi del golfo, che rappresentano quasi un quinto delle forniture complessive del nostro paese. l’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti rischia quindi di avere effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare. secondo un’analisi coldiretti su dati istat, cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma. per le aziende agricole la situazione e’ particolarmente delicata: consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola, con il rischio che nuovi aumenti possano compromettere la sostenibilita’ economica delle produzioni”.
IRAN: GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA), RINCARI ESAGERATI DI GASOLIO
ED ENERGIA, IMPRESE AGRICOLE IN FORTE DIFFICOLTA’
“i primi segnali di aumento dei costi energetici dall’apertura del conflitto in medio oriente sono gia’ palesi e potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%. il carrello della spesa per il 20%. nel settore primario, gia’ oggi si registra una situazione di instabilita’ che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per fertilizzanti (urea) e carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni”. lo rende noto un comunicato stampa di confagricoltura. “siamo preoccupati – commenta il presidente massimiliano GIANSANTI – per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonche’ dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in medio oriente. questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”. “un aggravarsi della guerra – prosegue il comunicato – provocherebbe ulteriori aumenti delle quotazioni del petrolio, con effetti indiretti sui costi energetici e logistici e, conseguentemente, sui prezzi dei fertilizzanti. i rincari, nonostante gli sforzi da parte delle imprese, potrebbero avere effetti sul quadro dei prezzi portando a un’inflazione da costi, come accaduto qualche anno fa. le aziende agricole – evidenzia la confederazione – sono il primo anello della filiera e potrebbero non essere in grado di trasferire a valle i maggiori oneri. anche relativamente a questo aspetto e’ importante l’analisi per verificare il rischio che le imprese agricole possano subire un calo di redditivita’ e di competitivita’. va ricordato, peraltro, che la legislazione nazionale prevede che la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli ceduti debba tenere conto dell’evoluzione dei costi. confagricoltura invita quindi a monitorare costantemente la situazione, ma anche ad individuare eventuali interventi per riequilibrare le quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. non ultimo, a rivalutare il provvedimento del cosiddetto ‘dl bollette’, che e’ stato concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale, con perturbazioni notevoli del prezzo dei beni energetici”.
IRAN: BATTISTA (COPAGRI), PER AGRICOLTURA SITUAZIONE ALLARMANTE;
GOVERNO SI ATTIVI CON URGENZA SU CARBURANTI ED ENERGIA
un comunicato stampa rende noto che: “‘vista la situazione critica e allarmante riguardo il prezzo del carburante agricolo che continua ad aumentare di decine di centesimi al giorno e’ evidente che i costi per le aziende agricole stanno diventando insostenibili’. cosi’ il presidente della copagri tommaso BATTISTA rispetto ai delicati sviluppi del contesto internazionale. ‘come copagri riteniamo urgente che il governo si attivi con urgenza e attui misure volte alla stabilizzazione del prezzo del gasolio agricolo e dell’energia integrando misure di salvaguardia e di ristorno per gli agricoltori’, aggiunge BATTISTA.”.
GASOLIO: FEDAGRIPESCA, CON GUERRA MEDIO ORIENTE, PREZZI FINO A +42%
NEI PORTI. + 60% COSTI PER PESCHERECCI. MEDIA VICINO A 1EURO/LITRO
un comunicato stampa di fedagripesca confcooperative fa sapere che: “il nuovo aumento del prezzo del gasolio dopo l’escalation della guerra in medio oriente fa scattare l’allarme per la pesca professionale italiana. secondo le rilevazioni raccolte da confcooperative fedagripesca nelle principali marinerie, il costo del carburante per i pescherecci registra aumenti diffusi con una media intorno al 30%, con picchi ancora piu’ elevati in alcuni porti. l’incremento piu’ forte si registra a caorle, dove il prezzo del gasolio e’ salito del 42%, mentre il costo piu’ alto in assoluto si registra a lampedusa, dove ha raggiunto 1,33 euro al litro, pur partendo gia’ da una base piu’ elevata rispetto ad altri scali. nel complesso, il prezzo medio del carburante per la flotta peschereccia si avvicina ormai a 1 euro al litro, attestandosi intorno a 0,94 euro. una dinamica che rischia di colpire duramente i bilanci delle imprese ittiche. secondo confcooperative fedagripesca, il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa della pesca, arrivando a incidere mediamente per circa il 40% dei costi di gestione dei pescherecci e superando in alcune situazioni anche il 60%. “la pesca e’ un’attivita’ fortemente energivora e ogni aumento del gasolio si scarica immediatamente sui costi delle imprese – sottolinea paolo TIOZZO, vicepresidente confcooperative fedagripesca -. con questi livelli di prezzo molte uscite in mare rischiano di diventare antieconomiche, con effetti diretti sulla sostenibilita’ delle imprese e sul reddito degli equipaggi’.per l’organizzazione e’ quindi necessario monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi energetici e valutare eventuali misure di sostegno per il settore, gia’ alle prese con costi crescenti e con una progressiva riduzione degli spazi di pesca. ‘se la tensione internazionale dovesse prolungarsi – conclude TIOZZO – il rischio concreto e’ quello di una nuova crisi per le marinerie italiane, con pescherecci costretti a ridurre le uscite e ripercussioni sull’intera filiera ittica’”.
GASOLIO: COLDIRETTI PESCA, CON GUERRA IN IRAN PREZZO
ALLE STELLE, SERVONO MISURE ANTI SPECULAZIONE
“il prezzo del gasolio per la pesca e’ salito alle stelle nel giro di pochi giorni, con un balzo troppo netto per essere direttamente collegato alla guerra in iran e alle tensioni nello stretto di hormuz, con il rischio di spingere i pescherecci a restare nei porti”. lo denuncia in un comunicato la coldiretti pesca, dopo che le quotazioni sono aumentate fino al 60% costringendo le flotte marinare lungo la penisola a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero. “il timore – prosegue il comunicato – e’ che dietro aumenti record cosi’ immediati ci possano essere delle manovre speculative, contro le quali e’ necessario un intervento delle istituzioni per evitare un vero e proprio collasso delle attivita’ di pesca. fino a oltre la meta’ dei costi che le aziende ittiche devono sostenere e’ rappresentata proprio dal carburante. con le quotazioni attuali la maggior parte delle imprese – spiega coldiretti pesca – non riesce a coprire nemmeno i costi energetici oltre alle altre voci che gli armatori devono sostenere per la normale attivita’. senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante le imbarcazioni saranno dunque costrette a pescare in perdita se non addirittura a restare in banchina con gravi ripercussioni sulla filiera e sull’occupazione per un settore che – ricorda coldiretti pesca – conta complessivamente 12mila imprese e 28mila lavoratori, con un vasto indotto collegato”.
GASOLIO: UNCAI, L’ALLARME DEI TREBBIATORI DI CUNEO
PER LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
“l’escalation delle tensioni internazionali e il blocco strategico dello stretto di hormuz stanno scuotendo i mercati energetici mondiali, proiettando un’ombra sulle campagne della granda e di tutta italia”. lo rende noto un comunicato di uncai, che cosi’ prosegue: “l’unione trebbiatori cuneo (aderente a uncai) esprime profonda preoccupazione per l’immediato rincaro del gasolio agricolo: una fiammata che rischia di incenerire i gia’ fragili margini delle imprese agromeccaniche. il presidente dell’unione di cuneo, massimo SILVESTRO, richiama con forza la memoria ai recenti shock energetici: ‘non possiamo permettere che la storia si ripeta. durante la crisi post-pandemica e lo scoppio del conflitto in ucraina, il prezzo del gasolio agricolo subi’ impennate drammatiche, passando da 0,70 €/l a picchi superiori a 1,20 €/l (+70%). in quel frangente, i contoterzisti agirono con estrema responsabilita’, assorbendo i rincari per non dare il colpo di grazia alle aziende agricole. ma ricevemmo in cambio un’ingiustizia: il credito d’imposta del 20% varato dal governo escluse gli agromeccanici per ben nove mesi. un’assurdita’ sanata solo grazie al pressing di uncai. oggi chiediamo che lo stato non soffra di nuove amnesie’. per un contoterzista, il gasolio e’ la linfa vitale: rappresenta oggi il 30-35% dei costi totali di produzione, con picchi del 45% per le lavorazioni pesanti. con le rotte verso est compromesse e lo stretto di hormuz sotto scacco, anche l’approvvigionamento di fattori produttivi e’ al collasso. negli ultimi quattro anni i prezzi si sono stabilizzati su livelli insostenibili: +49% per i concimi, +66% per l’energia, +40% per l’acquisto di trattrici di alta potenza, mietitrebbie e attrezzature e +22% per la manutenzione dei mezzi. ‘l’aumento dei prezzi e’ gia’ realta’ – prosegue SILVESTRO – e sta compromettendo la sostenibilita’ delle nostre imprese. siamo noi a garantire l’innovazione digitale in campo e il presidio del territorio contro le emergenze climatiche. se si ferma il contoterzista, si ferma l’agricoltura moderna e razionale. oggi un giovane che vuole acquistare una mietitrebbia deve investire il 40% in piu’ rispetto a soli quattro anni fa. se ogni volta che accende il motore il 35% dei suoi incassi finisce bruciato nel serbatoio, capite bene che non parliamo di profitto, ma di pura sopravvivenza’. l’unione trebbiatori cuneo, di concerto con uncai, lancia un appello preciso al ministro delle imprese e del made in italy, adolfo URSO, in vista delle prossime riunioni della commissione di allerta rapida: il ripristino immediato del credito d’imposta per l’acquisto di carburante agricolo all’interno del dl bollette in fase di conversione: l’inclusione esplicita delle imprese agromeccaniche (codice ateco 01.61.99) fin dal primo giorno, riconoscendo il loro ruolo di principali utilizzatori di mezzi energivori per la collettivita’. in un mondo segnato dai conflitti, il settore agromeccanico rivendica il proprio ruolo sociale. qualsiasi interruzione nelle forniture di gas e petrolio si traduce in un aumento del ‘carrello della spesa’ per i cittadini. ‘l’agricoltura e’ pace – conclude massimo SILVESTRO – perche’ produrre cibo significa stabilita’. ma non ci puo’ essere pace se le imprese che lavorano la terra sono lasciate sole. servono misure straordinarie per proteggere la produttivita’ e la dignita’ del lavoro nei campi’.”.
IRAN: COLDIRETTI, RISCHIO SHOCK ENERGETICO
PER L’AGROALIMENTARE MADE IN ITALY
“la guerra in iran rischia di causare un nuovo shock energetico per l’agroalimentare e per le famiglie italiane con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi. e’ l’allarme lanciato dalla coldiretti in occasione della mobilitazione con 5mila soci agricoltori al palapartenope di napoli, assieme al presidente ettore PRANDINI, al segretario generale vincenzo GESMUNDO e al presidente di coldiretti campania, ettore BELLELLI, oltre al ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA (qui video punto stampa https://youtu.be/ffKz6J7DCHU)”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “l’incontro segue le precedenti mobilitazioni in tutta italia che ad oggi hanno toccato piemonte, puglia, lombardia, lazio, emilia romagna e veneto con oltre 25mila soci agricoltori coinvolti sui grandi temi che riguardano l’agricoltura in italia e nel resto del mondo. dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto tra usa, israele e iran minaccia di replicare quanto accaduto con la guerra in ucraina, con il balzo alle stelle dei prezzi dei principali fattori di produzione, che dopo quattro anni restano sensibilmente piu’ alti, dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l’energia. da qui l’importanza di sostenere la produzione alimentare europea, assicurando che le risorse vadano agli agricoltori veri e consolidando i risultati ottenuti con le mobilitazioni di coldiretti che hanno consentito, grazie anche all’impegno del governo italiano, di recuperare 10 miliardi della pac rispetto ai tagli proposti dalla commissione ue. la difficile congiuntura internazionale rischia, infatti, di pesare sulle imprese gia’ colpite dalla concorrenza sleale delle importazioni selvagge dall’estero, con prodotti di bassa qualita’ coltivati con sostanze vietate in europa che arrivano a tonnellate nei porti italiani, a partire proprio da quello di napoli, per essere italianizzate grazie a lavorazioni anche minime, sfruttando l’attuale normativa comunitaria. al palapartenope, coldiretti ha mostrato come petti di pollo, magari provenienti dal sudamerica, vengano semplicemente panati oppure trasformati in crocchette ed esportati come made in italy. cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionati per essere esportate come prosciutti tricolori. ortofrutta trasformata, come sottolio (es. carciofini egiziani) o succhi di frutta: anche per loro vale la regola dell’ultima trasformazione sostanziale e possono essere venduti sui mercati europei come prodotto italiano. ma l’inganno del codice doganale vale anche per altri prodotti per i quali in italia c’e’ l’obbligo dell’etichetta d’origine ma non in europa, come la mozzarella che puo’ essere fatta con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, e poi venduta sui mercati comunitari come made in italy, cosi’ come sughi preparati a partire da concentrato di pomodoro cinese, o la pasta fatta col grano canadese al glifosato. uno scandalo che esercita una pressione al ribasso sui prezzi pagati nei campi e danneggia l’immagine del made in italy nel mondo. a napoli coldiretti ha ribadito dunque la necessita’ di cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che pesa sull’economia delle imprese agricole italiane in termini di redditi e opportunita’ di export e rappresenta un inganno per tutti i cittadini consumatori europei. ma occorre anche l’obbligo dell’etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in europa”.
IRAN: CONFAGRICOLTURA, LA GUERRA BLOCCA IL COMMERCIO
DI PRODOTTI AGRICOLI. ORTOFRUTTA ITALIANA IN ALLARME
“il conflitto in iran ha effetti anche sugli scambi commerciali di prodotti agricoli, in particolare del fresco. la chiusura dello stretto di hormuz sta infatti creando tensioni su piu’ fronti: non solo l’aumento dei costi dell’energia e del petrolio, ma anche lo stop alle consegne in programmazione preoccupa gli imprenditori agricoli che esportano in quelle zone”, informa un comunicato di confagricoltura. “ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per quanto riguarda le mele. ci sono navi cariche di prodotto che sono ferme e non possono arrivare a destinazione. inoltre, sono gia’ arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane”, ha spiegato il presidente della federazione nazionale di prodotto frutticoltura di confagricoltura, michele PONSO. “con 2,3 milioni di tonnellate, l’italia e’ il secondo produttore europeo di mele, dopo la polonia, e il secondo paese al mondo per export, subito dopo la cina, con 945mila tonnellate vendute, pari al 12,2% del totale mondiale. l’arabia saudita rappresenta il terzo mercato di sbocco, con un valore di circa 70 milioni di euro, dopo la germania e la spagna. l’intero medio oriente vale oltre 151 milioni”, prosegue il comunicato. “si tratta quindi di una piazza importante, tanto piu’ in un momento delicato per la campagna delle mele, in cui quasi la meta’ del nostro prodotto raccolto deve ancora essere venduta”, ha aggiunto PONSO. “problemi seri anche per il comparto della quarta gamma, che raggiunge quei mercati tramite voli aerei. gli ordini verso dubai (emirati arabi uniti) sono stati annullati, in quanto non ci sono aerei disponibili. nel frattempo, i costi energetici sono gia’ in forte rialzo, con ripercussioni evidenti sulle spese di gestione delle imprese agricole”, conclude confagricoltura.
IRAN: CIA, AGROALIMENTARE A RISCHIO SUBITO FRENO A
CRISI ENERGETICA SERVE CAMBIO PASSO DL BOLLETTE
“l’ennesima emergenza geopolitica, con la guerra in iran e la chiusura dello stretto di hormuz, non puo’ trascinare il paese nel vortice di una nuova crisi energetica e dei prezzi, per una dipendenza da materie prime strategiche che va urgentemente affrontata sia a livello europeo che italiano, a tutela di famiglie e imprese, della tenuta del comparto agricolo e della sicurezza alimentare globale. il governo, dunque, riveda subito le sue scelte politiche e cambi passo, a partire dal dl bollette”. lo afferma in un comunicato il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, esprimendo preoccupazione per l’escalation di fuoco in medio oriente e la stabilita’ mondiale a repentaglio. “ancora una volta – prosegue il comunicato – gli eventi mostrano la vulnerabilita’ italiana rispetto all’approvvigionamento di gas e petrolio e la necessita’ di mettere concretamente in piedi un modello alternativo che il dl bollette sta di fatto disincentivando, a cominciare dal taglio degli aiuti alle imprese agricole produttrici di biogas”. “attenzione – aggiunge FINI -, il provvedimento e’ attualmente in parlamento per la sua conversione in legge e si puo’ invertire la rotta a sostegno dei costi energetici agricoli e della transizione green nazionale. il dl bollette puo’ essere davvero di visione di fronte ad un cotesto incerto e che negli ultimi giorni si e’ ulteriormente e drammaticamente aggravato. servono misure straordinarie e immediate contro il caro-bollette e a salvaguardia della produttivita’ agricola, di nuovo tragicamente centrale, con i costi energetici (a partire dal gasolio agricolo) che sono tornati inesorabilmente a salire, mettendo ulteriormente a rischio la sostenibilita’ economica delle imprese. eppure – aggiunge FINI – il comparto primario resta l’arma di ricatto nei conflitti e non la risorsa vitale per l’umanita’ intera e per questo da preservare”. “per lo stesso motivo – continua il comunicato – il governo deve sollecitare l’europa per un intervento rapido sulla disponibilita’ di fertilizzati, che in buona parte transitano da hormuz, ribadendo un vincolo pericoloso con quelle aree di guerra, come da russia e bielorussia. vista la situazione, poi, bisogna spingere per piani strategici di stoccaggio e pretendere la sospensione immediata del cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere applicata sui fertilizzanti, una mannaia sui rincari alle porte. l’italia non molli neanche sul fronte dazi statunitensi. l’ultima follia di TRUMP con tariffe globali al 10% e’ bastata a creare altra incertezza alla dogana per migliaia di aziende agroalimentari che esportano negli stati uniti un patrimonio da 8 miliardi di euro. aziende gia’ colpite dalle perdite che, a partire dalla seconda parte dello scorso anno, hanno totalizzato circa 400 milioni di euro in meno sul 2024. i nuovi dazi, infatti, contromossa alla bocciatura della corte suprema delle sue tariffe di agosto al 15%, andando a sommarsi alle aliquote di base stabilite dal wto secondo il principio mfn (nazione piu’ favorita) e con variazioni prodotto per prodotto, potrebbero rivelarsi un’ulteriore batosta o, nei casi piu’ ottimistici, una parziale riduzione delle forti perdite accumulate nei mesi post accordo di agosto tra stati uniti ed unione europea. il vino potrebbe recuperare qualcosa dell’attuale perdita competitiva e insieme a pasta, olio e aceto con un ‘dazio misto’ scendere sotto il 15% (valore superiore rispetto al periodo ‘pre-trump’), mentre si prefigura un duro colpo per i formaggi con un rincaro esplosivo fino al 25% del valore del prodotto. anche le conserve e i pelati ne uscirebbero molto penalizzate, superando la soglia del 21% di tariffa totale. senza dimenticare l’effetto deprezzamento valore del dollaro”. “va chiarito che l’alternativa assoluta non puo’ essere esplorare altri mercati – commenta FINI – perche’ quello statunitense non e’ sostituibile per vini, formaggi e salumi italiani. bene ha fatto il parlamento ue a bloccare il voto sull’accordo di quote agevolate per l’import di prodotti statunitensi. dalla commissione – conclude – l’italia deve, invece, pretendere di piu'”.
IRAN: MARETTI (LEGACOOP AGROALIMENTARE), EXPORT A RISCHIO E COSTI ALLE STELLE. ITALIA PIANIFICHI RISERVE ALIMENTARI STRATEGICHE
“la nuova guerra nel golfo scatenata da stati uniti ed israele contro l’iran torna a scuotere le fondamenta del sistema agroalimentare italiano, proietta ombre pesanti su comparti chiave del nostro export e riaccende il dossier della sicurezza alimentare nazionale. l’allarme arriva direttamente da cristian MARETTI, presidente di legacoop agroalimentare, che fotografa una situazione di estrema fragilita’ per le filiere nazionali, gia’ provate da anni di instabilita’ globale. il conflitto non e’ solo una crisi geopolitica, ma un moltiplicatore di costi che colpisce direttamente il carrello della spesa e la competitivita’ delle imprese italiane. in primo piano, il ritorno dell’impennata dei costi energetici e, soprattutto, il caos logistico”. lo rende noto un comunicato stampa di legacoop agroalimentare. “siamo di fronte a un nuovo scenario di guerra che gia’ drena risorse alle nostre cooperative – dichiara MARETTI -. l’incremento dei costi energetici e di alcuni fattori di produzione quali i concimi sono una tassa occulta sulla produzione, ma e’ sul fronte dei trasporti che la situazione sta diventando critica. prodotti simbolo del nostro export, come kiwi e mele, che stavamo spedendo con successo verso i mercati orientali, oggi non possono piu’ raggiungere tali mercati oppure subiscono rallentamenti non sopportabili a lungo termine per la natura dei prodotti, facilmente deperibili, oltre a rincari insostenibili dei costi delle tratte marittime. raggiungere certi mercati e’ diventata un’impresa non solo logistica, ma anche economica”. c’e’ da dire che “occorre evidenziare il danno immediato determinato dai numerosi container gia’ imbarcati e in transito che attualmente non possono raggiungere le destinazioni nei tempi previsti con danno economico dovuto alla perdita del valore del prodotto oltre all’elevato costo della logistica – prosegue MARETTI -. questo perche’ il blocco o il rallentamento delle rotte attraverso il golfo costringe le navi a percorsi piu’ lunghi e costosi, con il rischio concreto di perdere fette di mercato faticosamente conquistate a favore di competitor geograficamente piu’ avvantaggiati”. “ma la preoccupazione di legacoop agroalimentare – continua il comunicato – va oltre la contingenza economica dell’export. MARETTI invoca una visione di sistema che l’europa e l’italia non possono piu’ rimandare: la capacita’ di garantire cibo alla popolazione anche in scenari di crisi prolungata”. “questa crisi ci ricorda, brutalmente, che la sicurezza alimentare non puo’ essere data per scontata – sottolinea MARETTI -. e’ necessario quello che definisco un ‘pensiero lungo’: non possiamo limitarci a gestire l’emergenza quotidiana. l’italia deve dotarsi di adeguate riserve strategiche alimentari. serve una pianificazione seria che metta al riparo le filiere e i consumatori dai ricatti dei mercati energetici e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali”. secondo legacoop agroalimentare, “il concetto di sovranita’ alimentare deve tradursi in azioni concrete: stoccaggio, tutela delle produzioni interne e una logistica che non sia totalmente dipendente dai capricci dei corridoi internazionali in aree di guerra”. “il cibo e’ un asset strategico quanto il gas e l’elettricita’ – aggiunge MARETTI -. senza una strategia sulle riserve e un sostegno immediato alle imprese che esportano, rischiamo di pagare un prezzo altissimo in termini di tenuta sociale ed economica”. in chiusura, MARETTI rivolge un appello alla comunita’ internazionale affinche’ si ponga fine alle ostilita’: “oltre ai numeri e alle strategie di mercato, c’e’ un auspicio profondo che sentiamo di dover esprimere come mondo cooperativo: la speranza che si torni il prima possibile al tavolo delle trattative. e’ necessario che l’uso delle armi lasci spazio al negoziato e alla diplomazia. chiediamo uno sforzo corale affinche’ cessi il fuoco, non solo per dare stabilita’ ai mercati, ma per ristabilire quel diritto alla pace che e’ precondizione di ogni sviluppo umano e sociale”.
IRAN: SPAGNA, PREOCCUPAZIONE SETTORE AGROALIMENTARE
PER MINACCE TRUMP CONTRO EXPORT
il settore agroalimentare spagnolo sta osservando con preoccupazione la minaccia degli stati uniti di interrompere gli scambi commerciali con la spagna, che colpirebbe in particolare le esportazioni di vino e olio d’oliva. il governo spagnolo ha invitato alla calma e ha assicurato che difendera’ gli interessi di agricoltori e consumatori. ne da’ notizia l’agenzia di stampa efeagro. in tutta la spagna si sono susseguite reazioni, poche ore dopo che il presidente degli stati uniti donald TRUMP aveva minacciato di imporre un embargo commerciale al paese a causa della sua posizione sull’offensiva contro l’iran. il governo spagnolo si e’ infatti rifiutato di autorizzare l’uso delle basi aeree di moron e rota per le operazioni militari degli stati uniti contro il paese medio-orientale. a livello di esportazioni agroalimentari, olio d’oliva e vino sarebbero i settori piu’ colpiti, sebbene la situazione sia preoccupante anche per altri settori, come la carne e derivati e le olive da tavola. il presidente del governo spagnolo, pedro SANCHEZ, ha sottolineato in un discorso televisivo che il governo sta studiando scenari e possibili misure per aiutare famiglie, lavoratori, imprese e lavoratori autonomi a mitigare l’impatto economico del conflitto in iran. da siviglia, il ministro dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione, luis PLANAS, ha invitato alla calma, affermando che la spagna “fara’ tutto il possibile per difendere i propri interessi e quelli di tutti i produttori spagnoli”. e’ gia’ prevista una riunione telematica di PLANAS e del ministro dell’economia carlos CUERPO con i settori agroalimentari attivi nell’esportazione.

